13 giugno 2012 – La cancellazione sicura dei dati rappresenta un aspetto critico della sicurezza delle informazioni aziendali, che deve essere gestita con la dovuta attenzione. Per questo motivo Kroll Ontrack ha raccolto l’opinione di IT manager, responsabili IT e degli uffici acquisti di circa 250 aziende italiane con oltre cinquecento dipendenti appartenenti a diversi settori – tra assicurazioni, telecomunicazioni, pubblica amministrazione (comprese alcune organizzazioni sanitarie), bancarie, manifatturiere e servizi – per meglio comprendere come le aziende si pongono di fronte a questa tematica. La grande maggioranza degli intervistati (81,15%) non provvede a una cancellazione sicura dei dati sensibili al termine del loro ciclo di vita, l’11 per cento non conosce il tipo di cancellazione adottato, mentre solo il 7,85% delle aziende elimina le informazioni in modo sicuro e affidabile.

“Diverse organizzazioni investono tempo e risorse in sicurezza informatica per proteggere i dati da furti e accessi indesiderati. Si calcola, infatti, che per ogni euro di spesa informatica, circa 62 centesimi siano sborsati in sicurezza”, afferma Paolo Salin, Country Director di Kroll Ontrack in Italia. “Spesso però queste aziende sottovalutano i rischi che possono incorrere lasciando i dati nei PC dismessi, riassegnati o ceduti a terzi”.

Secondo la ricerca, il 32% dei computer che giungono al termine del ciclo di vita vengono donati ai dipendenti, il 29% restituiti al fornitore, il 26% smaltiti, mentre circa il 10% è ceduto a organizzazioni no profit e una piccola percentuale, il 3%, viene rivenduta. Molti di questi dispositivi contengono informazioni riservate o personali e dati sensibili (per esempio, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, lo stato di salute, la vita sessuale e così via).