24 luglio 2012 - Pochi mesi fa, un uomo ungherese è riuscito ad impossessarsi del dispositivo mobile di un dirigente, contenente tutti i dati dei clienti dell’azienda per la quale il manager lavorava. L'uomo ha quindi ricattato l’azienda cercando di vendere il suo silenzio per 50.000 dollari. Per capire come reagire a questa emergenza, la società in questione ha chiamato Websense, realtà specializzata in sicurezza. “Siamo rimasti talmente colpiti che abbiamo offerto all’uomo un impiego ben retribuito”, ha scherzato Jason Clark, CSO di Websense. Ovviamente, l’offerta di lavoro non era altro che un’esca per incastrare l’estorsore. “Abbiamo contribuito a rintracciarlo, ed è stato poi arrestato”. Clark ha raccontato questo episodio in merito ai rischi per la sicurezza e ai costi connessi alla nuova tendenza diffusa nelle imprese: il Bring-your-own-device, o BYOD, che prevede l’utilizzo dei dispositivi personali direttamente collegati alla rete aziendale. “Il fenomeno BYOD si sta imponendo sempre di più: le aziende consentono e talvolta incoraggiano i dipendenti a utilizzare i dispositivi impiegati nella vita privata, come smartphone e tablet, per accedere alle applicazioni aziendali”, conferma Paolo Lossa, Regional Manager di Brocade Italia. Le aziende che hanno accettato politiche di BYOD hanno riscontrato alcuni aspetti positivi. Innanzitutto, il BYOD rende più soddisfatti i dipendenti perché consente loro di scegliere le tecnologie con cui lavorare, sposando vita personale e lavoro in un solo dispositivo. E gli impiegati soddisfatti, non c’è bisogno di dirlo, lavorano di più e meglio. Il BYOD, inoltre, limita l’acquisto di componenti hardware, o almeno lo bilancia, perché sono i dipendenti a investire nei computer e nei dispositivi mobili che vengono poi impiegati anche in azienda. Il rovescio della medaglia è il rischio di ricevere una telefonata da un uomo ungherese che cerca di estorcere all'azienda 50.000 dollari. C[...]