Paolo Magrassi
Fisico teorico rifugiatosi nell'IT, Paolo Magrassi si occupa da sempre di technology transfer, R&D, consulenza strategica. E' partner e/o consigliere di aziende high-tech in tre continenti. prosegui >>
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UsAndThem
Italia-USA: provocazioni di Paolo Magrassi
Anche nel caso della catastrofe finanziaria in corso, il comportamento delle agenzie di rating è stato un disastro. Non ho ancora fatto un’analisi accurata, ma credo sia sufficiente riportare qui un estratto di quanto scriveva Standard & Poors il pomeriggio del 10 settembre, ossia due giorni prima che Lehman Brothers portasse i libri in tribunale:
“Continueremo a monitorare l’azienda in vista di un possibile ulteriore downgrade, dopo che Lehman  ha annunciato una perdita più grande del previsto per il terzo trimestre e ha proposto di vendere degli asset per incrementare il capitale e ridurre certe esposizioni pericolose“.
Si trattava di un secondo warning, che seguiva il downgrade (da “A+” ad “A”!!) effettuato in giugno, e che derivava dall’annuncio deludente dei risultati il 31 agosto.
Dunque, la più grande agenzia di rating ignorava che una delle quattro più grandi banche d’affari, con gli headquarters a poche centinaia di metri di distanza dai suoi, era in malora. Lo ha appreso dalla televisione. Non solo, le attribuiva un ottimo rating…
Oppure ho capito male qualcosa io?
PS: un’obbligazione quotata “A” è praticamente all’85% del top, e “la capacità dell’emettitore di rispettare i suoi impegni finanziari sulle obligazioni è forte”.
2 commenti a “Lehman Brothers quotata “A””
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settembre 22nd, 2008 at 7:41 am
Che dire se non….ah, ah, ah….sob!!!
….e noi….paghiamo
settembre 22nd, 2008 at 1:25 pm
Beh, una cosa in più si può dire.
Ci si può chiedere se questi spettacolari “granchi” siano frutto
A) di un’intrinseca, ineliminabile complessità del sistema, oppure
B) di incompetenza, oppure
C) di cedimenti deontologici