Paolo Magrassi
Fisico teorico rifugiatosi nell'IT, Paolo Magrassi si occupa da sempre di technology transfer, R&D, consulenza strategica. E' partner e/o consigliere di aziende high-tech in tre continenti. prosegui >>
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UsAndThem
Italia-USA: provocazioni di Paolo Magrassi
Questa mattina a Radio24 il dirigente di un’associazione di magistrati ha auspicato che la nuova legislatura o il nuovo Governo introducano l’informatizzazione dei processi civili e penali.
Mi rendo conto che il progetto abbia delle implicazioni che non possono essere risolte che in sede legislativa (esempio: se la legge prevede che il tal documento sia cartaceo e con una firma di ceralacca, occorre modificare la legge prima di trasformare il documento in un file elettronico autenticato), ma penso anche che i magistrati, anziché limitarsi ad auspicare che qualcun altro provveda, potrebbero fare di più per conto loro. Preture, procure, tribunali, corti d’appello, ecc. ecc. ecc., sono diretti da magistrati: potrebbero cominciare a dare l’esempio. O no?
Ogni volta che ho avuto a che fare con un ufficio giudiziario, per ragioni sia professionali sia personali, ho dovuto constatare la più orripilante arretratezza per quanto atteneva alla gestione delle informazioni. E i dirigenti degli uffici c’entreranno pure qualcosa, no? Qualche anno fa Cuno Tarfusser, insediatosi come capo della Procura di Bolzano, si accorse che l’ufficio spendeva 500mila euro l’anno in intercettazioni telefoniche. Chiese di vedere i contratti coi fornitori, li rinegoziò, e l’anno dopo Bolzano fece lo stesso numero di intercettazioni con 100mila euro… (Questa vicenda è agli atti di numerosi congressi, compresi 2 Forum PA).
I dirigenti degli uffici giudiziari dovrebbero cercare dei consulenti (come fece Tarfusser) e chiedere loro lumi circa come usare l’informatica per migliorare il lavoro dei propri uffici. Imparerebbero tante cose belle e utili (per loro stessi, non solo per noi utenti), che si possono fare ora e subito anche senza firma elettronica, tecnologie futuribili, budget grandiosi e riforme illuminate che, lo sappiamo, non verranno tanto presto.

