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Riflessioni su un progetto open source visto dal suo interno, e sul mondo circostante

Lettera Aperta a Fabrizio Albergati

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  • 20 giugno, 2010
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Gentile Dottor Albergati,

Ho letto con interesse la Sua intervista su PC World, e in particolare le sue affermazioni in merito a OpenOffice.org. Ovviamente, non sono d’accordo con lei, e cercherò di spiegarle sinteticamente i motivi per cui le sue affermazioni – nella realtà – sono più favorevoli a OOo che a Microsoft Office.

Lei afferma che OOo non è adatto nemmeno a un uso hobbystico. Forse lei ignora che nel corso del 2009 la sola versione italiana di OpenOffice.org è stata scaricata quasi 8 milioni di volte, e nei primi cinque mesi del 2010 oltre 3 milioni di volte (nel frattempo, abbiamo perfezionato il sistema di conteggio, ed eliminiamo tutte le duplicazioni alla fonte). Più del 90% di questi download riguardano la versione per Windows. Un esercito di hobbysti? Suvvia, non scherziamo. Nell’elenco ci sono Regione Umbria, Comune di Bologna, Ospedale Galliera, Infocamere, per fare qualche nome. Online c’è un elenco parziale di enti e aziende migrate a OOo, soprattutto a livello internazionale. Ci sono nomi noti e altri meno noti, e molti altri ce ne saranno in futuro, perché ci sono molte altre organizzazioni che stanno passando a OOo.

Lei afferma anche che OOo è sviluppato da un numero di persone talmente ridotto da non poter risolvere tutti i problemi del prodotto. Forse lei ignora che OOo ha circa 200 sviluppatori a tempo pieno pagati da aziende come Oracle, IBM, Red Flag, Red Hat e Novell, e un numero molto più alto di volontari che forniscono il loro contributo sia in termini di codice (è vero, abbastanza poco) sia in termini di segnalazione dei problemi, localizzazione, documentazione, quality assurance e marketing (la cosa che faccio io, che non sono un tecnico). I volontari sono circa 1.000 “ufficiali”, registrati sul sito di OOo, e circa 10.000 non ufficiali, ma attivi nelle mailing list, sui newsgroup e sui forum in ogni parte del mondo.

Quando una di queste persone rileva un problema lo segnala agli sviluppatori. E’ vero, il processo di apertura di una issue non è banale, e io stesso non saprei da dove iniziare, ma c’è comunque qualcuno in grado di farlo su mia indicazione. Il risultato di questa attività lei lo conosce benissimo: il numero delle vulnerabilità di OOo è largamente inferiore rispetto a quello di Microsoft Office. Basta andare sul sito Secunia e interrogare il database. Questo, però, non significa che gli sviluppatori Microsoft sono degli hobbysti a confronto di quelli di OOo – non mi permetterei mai nemmeno di pensarlo, visto che Office è un ottimo prodotto – ma solo che il modello di sviluppo “chiuso” di Microsoft è ormai superato dal modello di sviluppo “aperto” del software libero.

La realtà è che un utente di Office, con qualche eccezione, non segnala quasi mai i problemi a Microsoft, in quanto non si sente parte di una comunità, mentre molti utenti di OOo lo fanno. Naturalmente, anche un processo virtuoso non è esente da pecche, per cui ci sono problemi di OOo che rimangono aperti dopo mesi o anni, così come le vulnerabilità di Microsoft Office (lo sapeva che ce n’è una del 2004 considerata “moderately critical“, che riguarda Word e Outlook, e che non è stata mai risolta?), ma questo succede a ogni software.

Io credo che le sue affermazioni non aiutino la diffusione di Microsoft Office, ma – al contrario – dimostrino che OOo è cresciuto al punto da essere un concorrente in grado di impensierire la più grande software house del mondo. Forse, la strategia migliore non è quella di minimizzare OOo: provi, per esempio, a fare l’hobbysta per un giorno, e utilizzare OOo per il suo lavoro. Esageri, e provi a usare Ubuntu: sono certo che rimarrà sorpreso, e le assicuro che nessuno tra i suoi interlocutori si accorgerà della differenza.

Provi ad approfondire la conoscenza di OpenOffice.org e della sua comunità, ed eviti di insistere sul numero e sul valore delle funzionalità (quando sappiamo tutti che il 90% degli utenti usa solo il 20% delle feature, ovvero quelle presenti in tutte le suite di produttività). Provi a scaricare le FAQ di OOo, aggiornate alla fine di ogni mese da un volontario, che rappresentano un corpus di informazioni di cui Microsoft Office, nonostante le risorse, non dispone (e stiamo parlando della sola versione in lingua italiana). Perché continua a pensare agli hobbysti e non si pone domande di questo tipo? Gli utenti hanno incominciato da tempo, e molti hanno deciso a favore di OOo.

Cordiali saluti, Italo Vignoli (Presidente dell’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OOo)

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