Enrico Negroni
Enrico Negroni

Con un'esperienza unica di quasi 30 anni nel mercato Enterprise Business Software, Enrico Negroni ha sviluppato una importante carriera in oltre 12 anni di attività in SAP, divenendone, per il 2003 e 2004, Presidente della regione EMEA NEWS, la più grande per geografia e business.
In precedenza è stato Managing Director per South Emea e in SAP Italia. Prima dell'esperienza SAP ha coperto diversi ruoli in HP, Sperry Univac e system integrator italiani.
Nato nel 1955, laureato in Ingegneria Elettronica a Pavia, con spirito di leadership rafforzato presso INSEAD, vive a Milano. E' stato presidente di TechEdge, system integrator specializzato in ambito SAP, e Direttore Generale del mercato Industry & Services del Gruppo Engineering.
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Giu’ il cappello !
4- 29 gennaio, 2010
Giù il cappello davanti a Steve Jobs ed all’ultima creazione di Apple.
Non mi voglio soffermare sul discutere se iPad sia o non sia una grandissima ed eccellente creazione (per me lo è…), ma sulla grandissima capacità di Steve Jobs di saper comunicare, con tutti.
Ho avuto modo di seguire sul web la sua presentazione di iPad e, esattamente come fu con gli ultimi iPod, piuttosto che iPhone, la capacità di Steve Jobs di presentare Innovazione vera, reale, a portata di mano, esprimendosi con parole e modi tali da rendersi comprensibile alla platea più vasta, è, e sarebbe, da prendere come riferimento assoluto.
E’ così che si divulga l’Innovazione vera, sapendosi rendere comprensibile se non alla, famosa, casalinga di Voghera, a chiunque abbia un ruolo o una posizione aziendale che lo porti ad utilizzare le tecnologie informatiche.
Questo è il modo di esprimersi,di parlare, di presentare che sa produrre comunicazione, sensibilizzazione, coinvolgimento.
Quando penso a come comunica l’oligarchia dell’informatica italiana (ne esiste ancora una…?) con quel modo di parlare che va dal tecnicismo più spietato e crudo al parlare, cosa da non credere ma ahimè vera, solo leggendo discorsi, prosaici, già redatti, incapaci di saper interloquire a braccio, di sostenere una platea…bene, penso che, ancora di più, dovremmo guardare a soggetti di riferimento come il boss di Apple e cercare di seguirne, con umiltà e volontà, il modo.
Impariamo a comunicare meglio, in modo più diretto ed immediato, in modo facile e sostenibile per chi esperto non è…e forse aiuteremo un po’ questa povera, vituperata, IT a tirarsi fuori dal ghetto (Does IT care ?) in cui è stata relegata in questi anni.
Gran bel lavoro Steve ! Great job !Enrico
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Concordo Enrico. Tra l’altro proprio su Computerworld era uscito un articolo (http://www.cwi.it/notizia/19001/2009-10-09/Steve-Jobs-e-le-presentazioni-dal-vivo-tutti-i-segreti-e-i-video-del-suo-successo.html) dove venivano spiegate le tecniche che Jobs utilizza per comunicare e coinvolgere.
Sull’iPad penso che possa rappresentare una svolta positiva per far fare un nuovo salto di qualità all’utenza informatica e a chi fornisce servizi e applicazioni. E non parlo solo a livello consumer.
Enrico, mi trovi d’accordo con il tuo articolo Steve Jobs deve essere preso d’esempio da molti che parlano in pubblico (e qui mi riferisco al mondo IT) per rendere i concetti (come dicono a Roma) potabili !!.
La volontà di Steve Jobs di presentare la tecnologia in modo semplice, incisivo e molto diretta è sempre vincente, da 10 anni a questa parte, basta guardare il vecchio caro e buon iPod, molte imitazioni ma l’unico diffuso è Apple.
Bel lavoro sia a Steve che al suo ufficio Mkt che a te Enrico, il tuo blog è sempre interessante.
Ciao
Giuseppe (Beppe)
Si, ottimo lavoro. Steve non si smentisce mai, nonostante età ed acciacchi. Ricordi lo speech a Stanford del 2005? Resta uno dei momenti di comunicazione più alti e densi.
Ciao
Gianmaria
Sappiamo poi, e lo dimostrano i successi conseguiti, che il buon Steve Jobs non è solo un grandissimo comunicatore ma basa i suoi messaggi su prodotti eccellenti.
Resta comunque la considerazione chiave di un linguaggio semplice, chiaro, diretto, accessibile, di un body-language vivo, di presa.
Imparino i troppi manager di aziende italiane che quando parlano o non possono essere compresi oppure annichiliscono con la loro comunicatività da mummie…
Enrico