Microsoft Surface

Che il mercato allargato dei PC, che comprende tutti i dispositivi superiori a uno smartphone, sia in crisi non è un mistero. Gfk fotografa la situazione del 2016 in Italia con un -12 percento in termini di volumi e un pareggio di fatturato rispetto all’anno precedente. Microsoft però non ci sta e vuole offrire una propria visione di questo mercato, eliminando la singola voce che sta determinando il segno negativo: i tablet. Restringendo la categoria a quelli che il colosso di Redmond definisce “PC-equivalent”, ovvero PC, All-in-One, portatili, convertibili e detachable, si ottiene una crescita del 3 percento in volumi e addirittura del 13 percento in termini di fatturato. Va detto che il grosso di questi numeri è rappresentato proprio da convertibili e detachable, con Microsoft Surface e Apple iPad Pro a guidare le vendite, un settore che l’anno scorso registrava ancora risultati molto ridotti e dove crescere è relativamente facile.

Altra considerazione che Carlo Carollo, Direttore del Consumer Channels Group di Microsoft, ha condiviso con noi riguarda la vita media dei dispositivi in Italia, che ha ormai superato gli otto anni, contro i circa quattro anni dei principali Paesi europei (dato Gfk). Di contro a questo risultato, una ricerca sul consumatore svolta dalla stessa Microsoft mostrerebbe un desiderio di aggiornamento dei PC-equivalent nettamente superiore, segno che ci possono essere delle opportunità da cogliere per OEM e rivenditori, a patto di investire e capire adeguatamente le richieste dei clienti.

L’unica stonatura di questa “chiamata alle armi” per sfruttare le potenzialità del mercato riguarda le decisioni che la stessa Microsoft sta attuando per l’Italia in questo settore, per esempio con il Microsoft Surface Book che non è ancora disponibile e probabilmente non lo sarà nel breve periodo. Difficile fare a meno di chiedersi perché, se davvero le prospettive per i PC-equivalent nel nostro Paese sono tanto rosee…

Attivo nel settore dell'editoria specialistica dal 1990, in particolare nel settore IT. È cofondatore della società di servizi editoriali, digitali e non, Gruppo Orange.
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