Volete un ERP vincente? Blindate il progetto, poi liberatelo
- 10 ottobre, 2002
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L’implementazione di un gestionale va gestita in due fasi distinte: un inizio volto a preparare il terreno, e una seconda fase rivolta al business
di Gilberto Fucili
(consigliere Aused, Associazione Utenti di Sistemi di Elaborazione Dati)
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In questi ultimi anni d’esplosione dei pacchetti gestionali ERP sono emersi tre ruoli chiave che accompagnano l’introduzione di questi sistemi in azienda: quello di chi deve utilizzare un gestionale scelto da terzi (Utente), quello di chi decide il tipo di gestionale da calare nell’organizzazione (Cliente) e quello di chi si trova a dover proporre un prodotto a chi lo deve scegliere (Fornitore). Analizzando al meglio le esperienze accumulate in tutti e tre questi ruoli, il percorso più consono ci appare suddiviso in due fasi ben differenziate, una prima più privata di base e una successiva più pubblica di business e communications.
La scelta iniziale
Il punto chiave di partenza è sicuramente quello in cui si debbono stabilire le qualità fondamentali del pacchetto, per una prima possibile massima aderenza alla realtà gestionale dell’organizzazione in cui si deve introdurre. Un pacchetto gestionale di tipo ERP ‘base’ normalmente presenta moduli con caratterizzazioni prevalenti su Ciclo attivo, Ciclo passivo, Magazzini, Amministrazione Finanza e Controllo, MRP di pianificazione risorse da distinta base, e cicli di Produzione. Questo nucleo soddisfa mediamente le esigenze base delle aziende di produzione manifatturiera e servizi in un’ottica prevalentemente di back-end.
Partire senza i moduli di front-end
Non appare ancora consona alla fase di nucleo iniziale la ricerca di strumenti di tipo front-end esteso e verticalizzazione sul business, quali la scelta di moduli di CRM, SRM, SCM, PDM e Personalizzazione spinta di programmazione della produzione, con controlli e ribilanciamenti dell’avanzamento nell’utilizzo risorse.
Questi moduli, se pur in parte già compresi e/o inseribili in quelli che si cominciano a definire come gestionali di tipo ‘ERP II’ o ‘ERP estesi’, appaiono destinati a essere eventualmente attribuiti e implementati in fasi di maturità Informatico-organizzativa maggiore e successiva, proprio per le intrinseche esigenze di più spinta personalizzazione che presentano. La fase critica e di scelta iniziale ancorata al nucleo centrale gestionale rimane quindi quella legata ai moduli base ERP. Da questi ultimi infatti decolla il progetto, e da qui si potrà riscuotere quel credito di fiducia (in rapidità, qualità ed economicità) che permetterà poi il migliore approccio alla fase più pubblica del progetto.
Copertura al 100%
È importante in questa fase che la scelta ricada su un prodotto che comprenda le migliori best practice, abilitanti al 100% le funzionalità con cui l’organizzazione aziendale abitualmente opera (la fase ‘blindata’). Una scelta di questo tipo non esclude un orientamento strutturato alla considerazione più fine delle esigenze di Marketing, Gestione Trade, Gestione della Logistica e della Produzione, di tipo innovativo e one-to-one rispetto alle esigenze di clienti, fornitori e partner. Semplicemente ci si orienta verso un cammino di scelte su misura per una crescita Informatica correlata al massimo dell’assimilazione e accettazione nell’organizzazione aziendale interna ed esterna.
Un prodotto così ben introdotto permetterà di valorizzare al massimo le ingegnerie ‘best-practice’ insite nei moduli, annullando le esigenze d’adeguamento iniziale sempre molto critiche ed economicamente gravose.
Basilare per questa strategia è la fase di profonda ed esaustiva formazione per gli utilizzatori, che si renderanno così conto di tutte le potenzialità utilizzabili. Normalmente, infatti, i moduli ERP sono sfruttati non oltre il 40% delle capacità: portare questa soglia a un possibilissimo 75/85% renderà vincente la strategia.
La fiducia innesca la fase 2
La conquista della fiducia, sul piano della qualità ed economicità, nella fase d’attivazione dei moduli base, renderà più agevole il passaggio alla fase di scelta e specificizzazione delle pratiche più propriamente di front-end e orientate alle tecnologie Web e one-to-one verso clienti, partner e fornitori. Il modulo ponte (o di chiusura del progetto) tra la fase base-privata e quella estesa-pubblica è senz’altro il modulo di business intelligence (BI), che salderà la parte ‘blindata’ a quella ‘libera’ successiva.
La grande base-dati che si è andata realizzando con i moduli base e successivamente con quelli estesi potrà essere così navigata, utilizzata e sfruttata per il reperimento di tutte quelle informazioni (sulle vendite, sulla produzione, e così via) che potranno dare una visione proiettiva sugli andamenti del mercato e della gestione dell’azienda.
Sicuramente quindi un progetto di enterprise resource planning prima ‘blindato’ e poi ‘liberato’ è il più rapido nel produrre risultati validi e consistenti, esaustivi delle necessità aziendali base in ottica evolutiva, economico e adatto a ogni tipo di strategia di supporto al business.
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