Web content management

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Una panoramica sui metodi e sulle soluzioni per gestire al meglio i contenuti sul Web

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Definizione: I sistemi di gestione dei contenuti Web (Web Content Management) si occupano di classificare e memorizzare le informazioni presenti su un sito Web, in modo che siano facilmente rintracciabili, modificabili e riutilizzabili.

Se si immagina una biblioteca priva di indici e di un sistema di classificazione, ci si fa un’idea del caos che può regnare in un grande sito Web. I sistemi di content management o di gestione dei contenuti Web possono ridurre tale caos, catalogando i dati in funzione di una veloce ed efficiente attività di modifica e aggiornamento. L’HTML, il linguaggio di base del Web, descrive semplicemente come il testo, la grafica e gli altri dati debbano essere presentati sullo schermo, ma non si occupa di descrivere i dati stessi, ed è di ben scarso aiuto quando si tratta di trovare e modificare un particolare documento. L’HTML è di per sé statico: una volta che una pagina è stata pubblicata sul Web, qualunque modifica richiede che la pagina sia modificata offline e ripubblicata.

Ma la grande potenza del Web sta nella sua capacità di trasferire nuove informazioni ai clienti in tempo quasi reale e di personalizzare tali informazioni in funzione di ogni singolo utente. È già piuttosto difficile creare una volta ogni singola pagina: ci vorrebbe un esercito di disegnatori di pagine Web per creare pagine personalizzate per siti come, per esempio, Amazon.com, che presenta i dati sulla base delle preferenze del cliente e dei suoi acquisti precedenti.

È a questo punto che entrano in gioco le pagine HTML generate dinamicamente, che consentono di creare una sola volta la pagina Web e poi alimentarla continuamente di informazioni. Con la generazione di pagine Web dinamiche, i tecnici creano un modello generale, contenente campi predisposti per accogliere informazioni specifiche del cliente. Saranno poi i server a inserire nel modello i dati specifici, in modo da creare pagine individualizzate.

I sistemi di content management su Web inseriscono le informazioni in gruppi di dati che possono essere riutilizzati o modificati rapidamente in modo da presentare i dati aggiornati, senza richiedere alcun ulteriore intervento umano. La teoria di base è semplice: si costruisce una serie di modelli di pagine Web, li si collega a un content server, si aggiunge un database di informazioni back-end e si collega il tutto a un server Web. Il content server estrae automaticamente le informazioni dal database, le riconduce a un formato adeguato e le inserisce nei modelli, generando automaticamente pagine nuove e aggiornate.

Anche il personale con scarsa conoscenza del Web può aggiornare direttamente i contenuti, senza occuparsi della struttura delle pagine, perché basta inserire le informazioni in opportune maschere del database.

I siti Web generati dinamicamente sono in genere più aggiornati e coerenti nelle modalità di presentazione. Le modifiche allo stile grafico possono essere diffuse rapidamente e automaticamente attraverso l’intero sito. E molti sistemi di gestione dei contenuti Web comprendono anche un sistema di workflow che indirizza i dati in modo automatico dalla persona che crea a quella che modifica, fino a chi deve approvare la pubblicazione. Gli utenti non autorizzati possono essere esclusi dal ciclo di creazione e modifica; sono inoltre presenti funzionalità di audit trail per la rilevazione degli errori e di version control, che consentono agli utenti di ritornare alla versione ‘precedente’ del sito.

Molti sistemi di gestione dei contenuti Web supportano speciali ‘tag’ o marcatori, che consentono il riutilizzo dei contenuti senza riformattazioni manuali. Il linguaggio più noto per descrivere i dati che appaiono su una pagina Web è l’XML, che utilizza una struttura simile all’HTML. I sistemi di gestione dei contenuti utilizzano inoltre molto spesso linguaggi di tipo script, come Tool Command Language e JavaScript.

Lo standard ICE
Riconosciuto dal World Wide Web Consortium, l’ICE descrive le modalità di trasferimento dei contenuti tra siti Web. Fornisce un vocabolario comune di termini e metodi per lo scambio di dati usando l’XML. Può essere utile nella creazione di contenuti che debbano essere rivenduti ad altri siti Web, senza problemi di conversione. La prima versione dello standard fu proposta da società come Microsoft, Sun Microsystems, Adobe Systems e Vignette. Applica regole specifiche di formattazione a qualunque tipo di dati che possa essere presentato su un sito Web, fino al livello di oggetti elementari, come la data e l’ora.

Content management in pratica

Lo sviluppo di un sistema di gestione dei contenuti per un grande sito Web non è una cosa semplice, e richiede molto lavoro, soprattutto nella realizzazione di script per la gestione del flusso dei dati e nella realizzazione di modelli efficaci. Il problema è più grande quando le aziende devono scambiare dati tra i propri siti o con i partner. L’XML necessita di ulteriori descrizioni dei dati – tag o document type definition (DTD) , per definire il contenuto dei documenti da scambiare. Le DTD tendono a essere specifiche per ogni settore di applicazione e non sono facilmente trasferibili da un’azienda all’altra. Intorno all’XML sono nati numerosi standard, tra cui il protocollo Information and Content Exchange (ICE), specificamente progettato per alleviare alcuni problemi relativi al content management e allo scambio di dati.

Il mercato
Il software per la gestione dei contenuti Web sta vivendo una fase di trasformazione e consolidamento. Secondo Giga Information Group si stanno sempre più assottigliando le distinzioni tra Web content management (WCM) e soluzioni di enterprise content management. La necessità di catturare e analizzare le interazioni che hanno luogo sui siti Web suggeriscono inoltre l’ibridazione della ciotagoria con il CRM. Al software di Web content management – secondo Giga – gli utenti chiedono facilità d’uso e supporto per le diverse figure professionali che concorrono alla creazione di un sito. Il mercato è attualmente caratterizzato dal consolidamento tra i fornitori specializzati, accompagnato dal crescente interesse delle grandi software house come IBM, Microsoft, Oracle e SAP.

I principali fornitori e, tra parentesi, le società acquistate:
- BroadVision
- Computer Associates
- Divine (Eprise, Open Market)
- Documentum (Bulldog)
- FileNet
- Interwoven
- Merant (Collage)
- Micromedia (Allaire)
- Microsoft
- Starbase (WorldWeb.net)
- Vignette

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