Business Objects
- 8 marzo, 1999
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di Fabio Bonci(PricewaterhouseCoopers management consulting services)Archivio della rubrica/>
Il concetto di sviluppo a oggetti sta guadagnando sempre più spazio nel mondo dell’IT grazie alle opportunità che offre di gestione della complessità del software, di comprensione, robustezza e riusabilità. Il modello di business di un’azienda è l’immagine della sua missione, delle sue attività, dello scenario competitivo in [...]
di Fabio Bonci
(PricewaterhouseCoopers management consulting services)
Archivio della rubrica/>
Il concetto di sviluppo a oggetti sta guadagnando sempre più spazio nel mondo dell’IT grazie alle opportunità che offre di gestione della complessità del software, di comprensione, robustezza e riusabilità. Il modello di business di un’azienda è l’immagine della sua missione, delle sue attività, dello scenario competitivo in cui è inserita, delle sue modalità di gestione. Le aziende trattano con eventi e attività reali; producono svariati prodotti e/o servizi che sono frutto dell’interazione di attività. Queste possono essere sia materiali sia immateriali, ma comunque sono abbastanza ‘tangibili’ da poter essere modellate con degli oggetti. La relazione fra le attività del mondo reale e gli ‘oggetti software’ con le quali vengono rappresentate nel modello è già molto stretta, e viene ulteriormente accentuata dall’introduzione della dinamica evolutiva del modello di rappresentazione. Grazie a questa caratteristica i modelli hanno l’opportunità di avere un comportamento, di cambiare, di essere attivati da oggetti o attivare oggetti a loro volta. Quelle che seguono sono alcune ragioni che rendono i modelli a oggetti naturali e di facile comprensione.
Livello di astrazione: gli oggetti operano a un alto livello di astrazione, comprensibile anche alle persone meno esperte in campo IT. Potranno così partecipare al design del modello del processo anche i top manager.
Flessibilità: la gestione delle informazioni relative agli oggetti rilevanti per il business diviene molto più flessibile adottando un’interfaccia semplice e standard con gli oggetti stessi. I cambiamenti di politiche e strutture di business possono riflettersi direttamente sugli oggetti già presenti e quindi le applicazioni basate su di essi spesso si adatteranno automaticamente alle modifiche.
Componenti riutilizzabili: questa proprietà degli oggetti permette di capitalizzare sulle risorse spese sia per il design sia per l’implementazione dei modelli, riducendo i costi. Ci sarà addirittura la possibilità di comprare degli oggetti già creati da terze parti e perdere solo il tempo necessario per la loro implementazione nell’ambito del business in cui andranno a operare. Visto che gli oggetti rappresentano direttamente un modello di business, anche il riutilizzo dei processi stessi diverrà naturale. Gli oggetti possono essere trasformati in blocchi parametrizzati in modo da creare delle ‘librerie’ dalle quali un’applicazione può pescare e adattare a seconda delle proprie esigenze.
Architettura aperta: l’architettura offerta dagli oggetti di business è aperta ed estensibile. Le interfacce e le capacità richieste dal processo potranno essere aggiunte. Man mano che gli oggetti vengono standardizzati, gli oggetti di business diventano interoperabili favorendo lo sviluppo di tecniche per il loro mantenimento e creazione.
In conclusione
L’approccio basato sugli oggetti non è la soluzione magica allo sviluppo delle applicazioni, ma se usato in maniera consistente può migliorare in termini di produttività e qualità offerta il lavoro di sviluppo. Il vantaggio della programmazione object oriented è di rendere possibile allo sviluppatore di combinare programmi, algoritmi e strutture dati nell’oggetto in modo da rendere trasparenti le operazioni interne e le rappresentazioni dei dati. Questa caratteristica permette all’applicazione di essere assemblata come una collezione di oggetti separati (componenti) che interagiscono fra di loro sempre tenendo nascosti i dettagli interni. Le capacità di un oggetto possono inoltre essere ereditate nella creazione di nuovi oggetti che estendono le proprie caratteristiche ’sovrascrivendo’ comportamenti specifici.
L’approccio object oriented quindi fa sì che lo sviluppo del software sia suddiviso nella definizione degli oggetti e nell’assemblaggio di essi per ricoprire funzionalità specifiche (controllo diretto e facile delle richieste di business).
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