01 agosto 2012 – In una affollatissima aula di tribunale a San Jose, in California, gli avvocati di Apple e Samsung non hanno risparmiato i colpi nella prima giornata del processo sulla proprietà intellettuale, che può portare a danni di miliardi di dollari. Entrambe le parti hanno esposto alla giuria le presunte violazioni ai propri brevetti, anche se la parte più importante della presentazione ha riguardato, ieri, le accuse di Apple contro Samsung. Apple citò in giudizio Samsung nell’aprile del 2011 per una lunga lista di violazioni ai suoi brevetti, riguardanti sia il design sia il software dell’iPhone e dell’iPad, che Samsung avrebbe copiato con i suoi dispositivi Android. Qualche giorno dopo Samsung rispose con una controaccusa riguardo ai propri brevetti che Apple, a sua volta, avrebbe infranto. Da allora si sono susseguite accuse e controaccuse, che sono sfociate nell’attuale maxi processo.

I discorsi di apertura di ieri, durati ciascuno novanta minuti, sono stati la prima parte delle venticinque ore che le due aziende hanno a disposizione per esporre le proprie ragioni, in un processo che probabilmente durerà diverse settimane.

Apple ha descritto se stessa come un pioniere dell’innovazione, al quale sono state rubate le invenzioni dall’ultimo arrivato. Samsung ha risposto per le rime, sostenendo che non solo essa stessa punta sull’innovazione, ma che fornisce molti componenti installati nei dispositivi della Mela, tra i quali il tanto decantato display Retina.

Secondo uno degli avvocati difensori di Apple, Harold McElhinny di Morrison & Foerster, l’azienda ha corso dei rischi quando è entrata nel mercato degli smartphone con l’iPhone, nel 2007. E quando il dispositivo ha avuto talmente successo da trasformare il mercato mobile, Samsung l’ha copiato. “E’ più facile copiare che innovare”, ha detto McElhinny, “si corrono molti meno rischi”.

Il cavallo di battaglia della presentazione di McElhinny è stato una raccolta di immagini dei cellulari Samsung del 2006, seguita dalle immagini dei dispositivi del 2010. L’avvocato ha sostenuto che l’introduzione dell’iPhone ha trasformato il design dei cellulari Samsung, e che gli ultimi prodotti della casa coreana, a partire dal Galaxy S i9000 lanciato nel giugno del 2010, utilizzano elementi di design brevettati da Apple.

Le caratteristiche copiate includono elementi dell’interfaccia utente quali la possibilità di zoommare sullo schermo e scorrere un documento con il tocco delle dita, o il design minimalista dell’iPhone e dell’iPad: un rettangolo con i bordi arrotondati, una struttura sottile, la superficie di vetro, tutte caratteristiche descritte nei brevetti Apple. McElhinny ha respinto la possibilità che queste caratteristiche siano necessarie per l’utilizzo di un tablet o di uno smartphone. Apple ha presentato documenti dai quali emergerebbe l’intento di Samsung di copiare i suoi prodotti, tra i quali la traduzione di un’analisi dell’iPhone con la nota “HW: facile da copiare”, dove HW sta per hardware.

Secondo l’accusa Samsung ha prodotto una lunga serie di prodotti che violano i brevetti Apple, tra i quali il Galaxy S II e il tablet Galaxy Tab 10.1, vendendo 22,7 milioni di dispositivi con profitti di più di due miliardi di dollari. Gli utenti confondono i prodotti Samsung con quelli di Apple, i cui profitti sono stati quindi danneggiati, sempre secondo McElhinny.

L’avvocato principale di Samsung, Charles Verhoeven di Quinn Emanuel Urquhart & Sullivan, ha riconosciuto che i progettisti della casa coreana sono stati “ispirati” dall’iPhone e dall’iPad, ma che questa è una prassi comune nell’industria dell’elettronica, prassi che adotta anche Apple.

Essere ispirati da un buon prodotto e cercare di farne uno ancora migliore…si chiama ‘competizione’. Qui non si tratta di aver copiato, ne’ di aver infranto brevetti”, ha detto Verhoeven, aggiungendo che mostrerà che i brevetti di Apple non sono validi, dimostrando che Apple stessa ha utilizzato brevetti di design precedenti ai suoi prodotti, mettendone quindi in discussione anche la presunta unicità.

Per esempio, l’avvocato ha citato il tablet TC1000 di Hewlett-Packard, uno dei primi tablet, e un progetto del 1994 sviluppato da Roger Fidler, chiamato semplicemente “The Tablet”, che ha una forma rettangolare e minimalista, insieme ad angoli smussati, proprio come l’iPad. “C’è differenza tra avere successo commerciale e inventare qualcosa”, ha detto Verhoeven.

Il cavallo di battaglia di Verhoeven è stato però il prototipo di un tablet Apple, il modello 035, sul quale è basata la richiesta Apple del cosiddetto “brevetto 889”. Il dispositivo assomiglia alla metà superiore di un iBook bianco dell’epoca. Verhoeven l’ha confrontato con un Samsung Galaxy Tab, che è nero e poco più sottile del modello Apple. I due modelli non potrebbero mai essere confusi, secondo Verhoeven, e di conseguenza non c’è violazione del brevetto in questione.

Samsung presenterà anche le presunte violazioni dei propri brevetti, sostenendo che Apple usa le tecnologie per la comunicazione mobile sviluppate dalla casa coreana, come la possibilità di inviare immagini via mail da un cellulare. A tal proposito Verhoeven ha mostrato un video in cui Steve Jobs illustrava questa funzionalità in occasione del lancio dell’iPhone.

Samsung non ha fatto niente di sbagliato”, ha concluso Verhoeven. “Se c’è qualcosa da discutere qui, sono le violazioni da parte di Apple”.

Stephen Lawson