22 agosto 2012 – Comincia oggi il lavoro della giuria californiana chiamata a esprimere un giudizio sulla causa che oppone Apple a Samsung. Le nove persone che la compongono potrebbero arrivare a imporre miliardi di dollari in multe o risarcimenti. Il caso ruota attorno a una manciata di brevetti che riguardano il “look and feel” di iPhone e iPad e alcune delle icone presenti sulla pagina principale dei dispositivi. Si tratta di una delle tante battaglie legali che le due aziende stanno combattendo in tutto il mondo, ma data la sua posizione nel cuore della Silicon Valley, vicino al quartier generale di Apple a Cupertino, è forse quella che desta il maggiore clamore.

Ieri gli avvocati di Apple e Samsung hanno trascorso il pomeriggio davanti alla giuria per le loro arringhe finali. Nel corso di una presentazione di 75 minuti, l’avvocato di Apple Harold McElhinny ha mostrato alcune delle molte centinaia di pagine di prove e testimonianze prodotte durante il caso presentandole come prova del fatto che Samsung abbia cercato deliberatamente di “uccidere” l’iPhone. Tra i documenti c’è anche un’analisi interna di Samsung realizzata nel 2007 che illustrava i punti di forza di iPhone e le notizie di stampa che definivano “rivoluzionario” il design dell’iPhone.

Apple sostiene che Samsung ha venduto negli Stati Uniti, dal giugno 2010, 22,7 milioni di cellulari che violano i brevetti di Apple e chiede quindi che vengano fatti pagare alla società coreana fino a 2,75 miliardi dollari di danni. Se la giuria dovesse dare ragione a Apple e ritenere che l’azione di Samsung sia stata deliberata e intenzionale, questa cifra potrebbe addirittura triplicare.

L’avvocato di Samsung Charles Verhoeven non ha negato che i telefoni erano simili, ma ha replicato che le somiglianze nella progettazione sono dovute alla naturale evoluzione dei prodotti nel settore della telefonia e che non è stato dimostrato che i consumatori abbiano confuso i telefoni delle due aziende. Verhoeven ha inquadrato il caso come una battaglia che potrebbe influenzare l’intera attività di innovazione degli Stati Uniti e ha detto alla giuria che nessun risarcimento è dovuto perché non c’è stata alcuna violazione. Se però i giurati non dovessero essere d’accordo e decidere quindi per una multa o un risarcimento in denaro, non dovrebbero prestare attenzione alle stime di Apple perché si basano sul fatturato e non sui profitti.

Il pomeriggio con le arringhe finali è stato preceduto da una mattinata in cui la giuria ha letto oltre 100 pagine di istruzioni sulle procedure da seguire nella definizione della delibera. Il caso coinvolge due delle filiali commerciali di Samsung negli Stati Uniti e vede coinvolti, per alcuni degli elementi in discussione, venti dei suoi cellulari. Come risultato, nel suo verdetto la giuria deve prendere in esame oltre 700 decisioni.

Martyn Williams