TAS torna a respirare: primi sei mesi in utile

0
Valentino Bravi

Dopo il pesante rosso del 2009, la società romana specializzata in software e servizi finanziari chiude il semestre in profitto

a cura della Redazione Computerworld

Torna in nero il bilancio di TAS, dopo le pesanti perdite fatte segnare nel 2009. Nel primo semestre del 2010, la software house romana specializzata nella fornitura di soluzioni e servizi in ambito bancario e finanziario ha fatto segnare un fatturato di 24,7 milioni di euro, in calo del 5,3% rispetto alla prima metà dell’esercizio precedente, ma con un utile netto pari a 4,62 milioni di euro, in evidente miglioramento rispetto al buco di 20,5 milioni della prima metà del 2009.

Nella relazione semestrale del Consiglio di Amministrazione della società si legge che TAS sta procedendo nel piano di ristrutturazione varato dall’amministratore delegato Valentino Bravi (nella foto) e che “le azioni di razionalizzazione dei costi che il gruppo sta proseguendo anche nel corrente esercizio, sia per quanto concerne il personale dipendente che per quanto concerne le spese generali e amministrative, stanno consentendo una migliorare redditività rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente”.

Rispetto al 30 giugno 2009, nei primi sei mesi del 2010 è stata evidenziata una riduzione dei costi operativi per circa 4,2 milioni di euro. Al 30 giugno 2010 l’EBITDA si è attestato a un valore positivo di circa 0,2 milioni contro un valore negativo di 2,6 milioni del semestre precedente. Il risultato operativo del periodo, influenzato da ammortamenti e svalutazioni per 4 milioni di euro, è risultato negativo per 3,8 milioni contro un valore negativo di oltre 19 milioni del 2009. Il risultato netto del periodo ha mostrato un utile pari a 4,6 milioni di euro contro una perdita di oltre 20 milioni del semestre precedente.

In merito allo stato di implementazione del piano industriale, TAS precisa che è stato registrato un ritardo di circa 3 milioni di euro sui ricavi preventivati “legato in parte a un atteggiamento attendista adottato da alcuni clienti, che ha determinato il rinvio di un certo numero di progetti, e in parte al contesto di mercato che nonostante evidenzi segnali di miglioramento rimane ancora impegnativo ed incerto”. Tuttavia tale gap, si legge, “è stato completamente assorbito da una maggiore riduzione di costi legati sia al personale dipendente che alle spese generali e amministrative”.

Ricordiamo che nel 2009 il fatturato della società romana era calato del 25% con un risultato operativo negativo per 23,6 milioni (rispetto a un valore positivo di 2,7 milioni del 2008). (sm)

Condividi

0
commenti a questo articolo