La prudenza delle aziende: per adesso solo i servizi IT non critici vanno in cloud

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cloud computing

Quattro organizzazioni su cinque stanno valutando questo modello, ma soltanto il 10% per i sistemi ERP, e soltanto il 7% per soluzioni verticali ‘core business’

a cura della Redazione Computerworld

I dipartimenti IT aziendali continuano a procedere con prudenza per quanto riguarda il cloud computing. E’ ciò che emerge da una recente indagine condotta dalla multinazionale della consulenza TPI.

Intendiamoci: le aziende sono molto interessate al cloud. Secondo l’indagine, 4 organizzazioni su 5 stanno almeno valutando progetti in quest’area, e tre su cinque li stanno già implementando.

Il punto è che queste realtà stanno migrando alcuni servizi IT sul cloud, ma con piccoli progetti pilota, e/o scegliendo servizi IT a bassa criticità per il business.

“Non sono convinti che i servizi cloud siano pronti per il livello di esigenze imposto dalle operazioni business critical”, spiega Kevin Smile, responsabile della business unit Cloud Computing di TPI.

“Stanno testando parti non fondamentali delle loro infrastrutture per imparare il più possibile sul modello cloud, sulle opportunità che attualmente apre, e su come gestirlo, limitando nel contempo i loro rischi operativi”.

Mentre circa metà degli intervistati stanno considerando virtualizzazione desktop, servizi di storage, e applicazioni e-mail e messaging, l’atteggiamento è molto più cauto sui sistemi informativi core business. Solo il 10% sta pensando al cloud per il sistema ERP, e ancora meno (il 7%) per applicazioni gestionali verticali, come per esempio sistemi di schedulazione della produzione per i settori industriali o sistemi di gestione delle prenotazioni per le compagnie aeree.

“Questi sistemi semplicemente sono troppo importanti perché possa essere credibile portarli sul mercato in versione cloud a questo livello di evoluzione del modello cloud”, spiega Smile.

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