Times a pagamento, perso il 90% dei lettori
- 20 luglio 2010
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Dopo quasi 20 giorni dall’introduzione del ‘paywall’ il sito sarebbe a quota 27.500 utenti giornalieri contro i 333.000 di febbraio
Dal 2 luglio News International, il colosso dell’informazione di Rupert Murdoch, ha introdotto l’accesso a pagamento per i siti web del Times e del Sunday Times. Pagando una sterlina, i lettori interessati acquisiscono accesso illimitato ai contenuti dei due siti per un giorno; due sterline consentono invece l’accesso libero per una settimana.
L’introduzione del cosiddetto ‘paywall‘ è stato preceduto da un periodo di alcune settimane in cui i siti erano accessibili soltanto dopo essersi gratuitamente registrati.
L’esperimento del Times è seguito con moltissimo interesse da tutto il settore editoriale, alle prese come noto con una lunghissima crisi strutturale provocata tra l’altro proprio da internet, che ha rivoluzionato le modalità di pubblicazione, accesso e fruizione di notizie e contenuti informativi.
La notizia è che i numeri dei primi venti giorni del paywall sembrano dare ragione ai detrattori dell’online a pagamento. Dopo una prima settimana in cui i lettori online sono scesi a un terzo (33%) di quelli dell’epoca gratuita, al 20 luglio l’aggiornamento parlava di 15.000 lettori paganti più 12.500 acquirenti dell’app che permette di leggere il Times sull’iPad. Totale 27.500, contro i 150mila che si sono registrati gratuitamente prima del paywall, e dei circa 333.000 visitatori unici giornalieri del febbraio 2010.















Bellissima e sacrosanta la chiusa dell’articolo, ma… la notizia è indubbiamente preoccupante, e non poco, per gli “addetti ai lavori”.
Voi di CW cosa ne pensate? E’ plausibile pensare ad una soluzione come quella del Times, in Italia, a breve o medio termine?
Personalmente penso che adottando un approccio ibrido si potrebbe fare.
I veri articoli di analisi, di riflessione, di approfondimento, frutto cioè del ‘vero lavoro’ di un giornalista, e non del ‘taglia e incolla’ o della ‘rincorsa alla notizia di Google News’, potrebbero essere resi accessibili soltanto previa una forma di pagamento o abbonamento.
Marco
Vi leggo proprio perché fate approfondimenti e analisi che non trovo da altre parti. L’idea di pagare potrebbe starci, tutto dipende dalla cifra. Le difficoltà del Times forse sono dovute proprio al costo: una sterlina al giorno è troppo IMHO
Il discorso è davvero complicato. Istintivamente mi fa incazzare il fatto di dover pagare anche per l’informazione online, ma d’altra parte non paghiamo tutti gli altri prodotti e servizi che usiamo? Per esempio io pago 12 cent per un SMS che al mio gestore costa praticamente zero!
E poi è vero che trovare informazioni credibili su internet è sempre più difficile. Io nel tempo mi sono fatto un insieme di segnalibri per i miei siti preferiti, ma è stata una fatica. E poi ogni tanto sparisce qualche blog, o qualche sito cambia proprietario e mette a scrivere i ragazzini, e la mia ricerca di siti SERI ricomincia da capo…