Tim Berners-Lee, le patatine… e il futuro dei dati che circolano sul web
- 7 giugno 2010
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L’inventore del web parla dei ‘linked open data’ come semplificazione e aiuto nell’elaborazione delle informazioni presenti in rete e provenienti da più fonti
Il creatore del web, Sir Tim Berners-Lee, ha utilizzato un sacchetto di patatine per spiegare la semplicità e i benefici derivanti dall’uso di dati aperti che siano connessi tra loro, ossia i cosiddetti ‘linked open data’. In occasione di una presentazione svoltasi nel corso della manifestazione O’Reilly Gov 2.0 Expo, svoltasi di recente a Washington, Berners-Lee ha di fatto preso un pacchetto di patatine per illustrare il concetto che secondo lui rende i dati sul web facilmente elaborabili da altri siti e servizi. Nell’ultimo anno lo scienziato ha esposto l’idea di linked open data, posizionandola come il prossimo passo evolutivo del web. Il concetto finora ha però fatto fatica ad affermarsi rapidamente quanto il web originale, ostacolato probabilmente dalla sua natura astratta.
Ma veniamo al pacchetto di patatine. La parte esterna contiene diversi insiemi di informazioni, ciascuno che utilizza un vocabolario differente e proveniente da una fonte differente, ha spiegato Berners-Lee. La parte frontale del pacchetto mostra il nome del marchio e il messaggio marketing della società che afferma che le patatine sono croccanti. Il retro del pacchetto include invece le informazioni nutrizionali, quali calorie e vitamine, definite dai termini stabiliti in questo caso dalla U.S. Food and Drug Administration (FDA). Sul fondo del pacchetto c’è infine un codice a barre – Universal Product Code (UPC) – che non è compreso dagli esseri umani mentre è riconosciuto globalmente dalle macchine di scansione come identificativo dell’oggetto.
In altre parole questo singolo pacchetto di informazioni è in realtà una raccolta di dati e attributi che sono stati sviluppati da più parti e non solo dal suo produttore. E come FDA e UPC possono aiutare il produttore a descrivere le sue patatine così possono fare i dati aperti e collegati per aiutare lo sviluppo di nuove applicazioni così come consentire al contenuto stesso di essere impiegato in nuove modalità. Il beneficio che i linked open data hanno per i creatori di contenuti sta nel fatto che non devono passare attraverso un laborioso processo per decidere quali termini usare per descrivere i dati, ha dichiarato Berners-Lee. “Invece, con i dati connessi si possono cogliere diversi insiemi di termini dai vocabolari che già esistono”.














