Business intelligence, il segreto è che adesso serve davvero al business
- 4 maggio 2010
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Software e strumenti analitici sono ormai maturi, e la domanda in aziende e organizzazioni è in continuo aumento. Ma non è ancora il momento della ‘BI per le masse’
Le pressioni sui CIO aziendali perché rendano disponibili applicazioni di business intelligence (BI) e strumenti di analytics, naturalmente spendendo poco e nel più breve tempo possibile, è in crescita da anni.
In poche parole, l’interesse per le soluzioni di BI, il loro utilizzo, e il grado di raffinatezza nel loro utilizzo sono in continuo aumento: ci sono sempre nuovi problemi di business, ma anche per i problemi più tradizionali gli utenti aziendali sono sempre alla ricerca di nuovi strumenti analitici.
Recenti indagini di Aberdeen mostrano che la business intelligence è da due anni al primo posto tra le tecnologie che avranno il maggior impatto di business nei prossimi 3-5 anni. Mentre in una ricerca del gennaio scorso di Baseline Consulting su project manager di soluzioni BI rivela aspettative di “utilizzi più intensi” di questi strumenti nelle loro aziende, e di ampliamenti della copertura delle applicazioni ad altre funzioni e divisioni aziendali.
“Le informazioni che si possono ottenere da questi strumenti aiutano a migliorare la propria visione dell’azienda, e quindi ad avere più influenza, e potere”, spiega Bill Swinslow, CIO di Cars.com, il più grande sito di vendita di automobili, ricambi e accessori. Swinslow è un caso da manuale perché è CIO da solo un anno, e in precedenza era dall’altra parte della barricata: “Ero uno dei più ‘accaniti’ utenti di BI, e paladini dell’adozione di queste soluzioni”.
Se lo scenario vede una domanda sempre più intensa, però, le disponibilità di budget non sono infinite, per cui il CIO deve fare un accurato lavoro preliminare prima di avviare un progetto BI. A grandi linee, le fasi sono tre: capire quali processi di business possono essere resi più efficienti dagli strumenti BI; assicurarsi che l’utilizzo di queste soluzioni porti le informazioni giuste agli utenti più adatti; e infine selezionare gli strumenti software più adatti a permettere agli utenti di prendere decisioni migliori.
Insomma, non è ancora il momento di aprire ciecamente la business intelligence alle masse.














