Nuovi MacBook: ci siamo
- 14 ottobre 2008
- Stampa
- Invia a un amico
0
Sale l’attesa per l’evento di stasera. Vi spieghiamo perché il protagonista potrebbe essere un MacBook da 600 euro, magari un netbook. Nel frattempo Apple è intervenuta sul problema Nvidia
(m.t.) Mancano poche ore all’evento Apple fissato per le 10 californiane, le 19 qui da noi. Ormai è sicuro che Apple svelerà importanti novità nell’offerta MacBook e forse anche MacBook Pro: basta leggere l’invito stampa per recarsi a Cupertino e leggere ‘The spotlight turns to notebooks’ per capire di che cosa si parlerà. Più incertezze invece ci sono sull’oggetto, o gli oggetti, dell’annuncio. A parte vari lifting estetici e di componenti, Steve Jobs (che in occasioni del genere c’è sempre) potrebbe presentare una novità assoluta per Apple: un portatile low-cost. E a tal proposito abbiamo raccolto ben quattro indizi.
Primo indizio: se vi ricordate, a fine luglio abbiamo pubblicato un articolo, dal titolo ‘Apple e quella frase da interpretare’, in cui raccontavamo di come Peter Oppenheimer, il CFO della società californiana, avesse informato gli analisti finanziari di Wall Street dell’intenzione di Apple di annunciare in autunno “una transizione di prodotto che avrebbe avuto un certo impatto sui risultati economici”.
L’espressione “transizione di prodotto” aveva subito scatenato la comunità Apple provocando una serie incredibile di illazioni. Alcuni analisti di mercato, tra cui Ezra Gottheil di Technology Business Research, erano intervenuti dando una loro spiegazione. Gottheil, tra i più accreditati sulle vicende Apple, aveva interpretato l’espressione con il fatto che Apple avrebbe aggiornato le due linee di notebook MacBook e MacBook Pro. Infatti, secondo l’analista, “transizione di prodotto” era ed è un gergo Apple che sta a intendere un intervento su hardware esistente piuttosto che il lancio di qualcosa di completamente inedito. E siccome questo intervento, come aveva sottolineato Oppenheimer, sarebbe andato a impattare sui margini, la linea di prodotto interessata doveva essere una di quelle che contribuivano in maniera significativa al fatturato di Apple, aveva spiegato Gottheil. E il singolo prodotto con il più grande giro d’affari in casa Apple è proprio il MacBook.
E questo è il primo indizio. Il secondo è il successo che stanno riscontrando i netbook, ovvero i subnotebook a basso prezzo progettati per non avere parti in movimento a loro interno. I netbook sono una delle categorie di portatili a più alto tasso di crescita: quest’anno le consegne supereranno gli 8 milioni di pezzi, e raddoppieranno nel 2009, dicono gli analisti. Plausibile che Apple voglia essere del gruppo, non avendo ancora un modello del genere.
Il terzo indizio proviene ancora da Ezra Gottheil. In una dichiarazione di queste ultime ore, l’analista ha affermato che l’attuale situazione di crisi economica “potrebbe aver spinto Apple ad affrettare i tempi di rilascio di un portatile a basso costo, più leggero e più piccolo dei MacBook attuali”.
Il tutto porta insomma a un abbassamento del costo medio dei MacBook o addirittura al lancio di un modello tutto nuovo. Potrebbe trattarsi di un MacBook che risponde al formato netbook. O potrebbe essere un Air più piccolo, tendente al netbook. In entrambi i casi, netbook o low-cost, si parla di un prezzo inferiore agli 800 euro.
E qui scatta il quarto indizio, raccolto dalla redazione cugina di Macworld: una fonte attendibile e collaudata ci fa sapere che alcuni rivenditori Apple avrebbero già ricevuto un listino della nuova linea di portatili, che sarebbe composta da dodici modelli invece che otto e soprattutto che avrebbe una fascia di prezzi tra gli 800 e i 3.100 dollari. E un MacBook a 800 dollari significa, ragionevolmente, un MacBook da 650-700 euro.
Il MacBook low-cost non sarà comunque l’unica novità, anche se nel caso arrivasse sarebbe l’assoluta star dell’evento. Sempre domani Apple potrebbe presentare un MacBook Air un po’ più performante in termini di capacità di memoria e di potenza. C’è chi poi dice che arriveranno i cabinet in alluminio per i MacBook, e magari anche le trackpad multi-touch. Infine, si parla dell’integrazione nei MacBook (e forse anche nei MacBook Pro) dei più recenti processori Intel, i Penryn da 2,6-2,8 GHz. Questi potrebbero fare coppia con il chipset Nvidia MCP79, dotato di caratteristiche di punta come l’interfaccia TMDS per HDMI 1.2, l’audio HD, la tecnologia Drive Cache e superprestazioni grafiche.
E visto che di Nvidia si parla e che nelle scorse ore si era diffusa la notizia di problemi ai MacBook Pro causati da un difetto di confezione delle GPU GeForce 8600M GT (già a luglio Nvidia aveva comunque ammesso una percentuale di difetti superiore alla norma per alcuni dei suoi processori grafici), Apple ha deciso di correre ai ripari offrendo un’estensione di garanzia gratuita: se il processore grafico non funziona o se si risconrano problemi nell’arco di due anni dalla data di acquisto, si ha diritto a una riparazione gratuita anche se il MacBook Pro non è in garanzia. Apple sta in effetti già rimborsando i clienti che hanno pagato le riparazioni relative a questo problema.
Come a dire: Apple questa sera intende parlare solo di nuovi prodotti e non di problemi ai vecchi…














