Governance delle informazioni: l’idea di NetApp

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Inaugurata la nuova sede in Italia, il fornitore di soluzioni di storage ha fatto il punto della situazione sulla sua offerta e strategia

(p.m.) E’ stata inaugurata a Milano la nuova sede di Network Appliance, un’occasione per incontrare il management della società specializzata in ambito storage. “L’apertura della nuova sede è una conseguenza dell’espansione di NetApp in Italia. Siamo una società che cresce costantemente e a livello mondiale abbiamno registrato nel 2006 un +36% sul fatturato mentre in Italia la crescita è stata ancora più alta. Oggi abbiamo un totale di 6.500 dipendenti e in Italia in un anno siamo cresciuti del 50% in termini di risore umane, vivendo anche un rafforzamento manageriale con nuovi ruoli”, ha spiegato Vittorio Giovani, country manager di Network Appliance, il quale ha continuato sottolineando la strategia del produttore.

“Parliamo di innovazione in modo pragmatico, anziché fare fughe in avanti con soluzioni che poi faticano a calarsi nelle reali esigenze dei clienti. Abbiamo quindi fatto anche alcune acquisizoni di nicchia con tecnologie che si integrano nella nostra piattaforma. L’idea è quella di cambiare i processi e l’approccio alla gestione delle informazioni aziendali, che devono essere protette in modo adeguato laddove c’è invece anche un amumento della complessità: tenendo anche conto che nelle aziende circa l’80% delle informazioni sono non strutturate”.

L’offerta di NetApp, ha precisato quindi Giovani, non va a declinarsi per famiglie di prodotti: questi sono invece basati tutti sullo stesso sistema operativo “dall’entry level ai massimi vertici architetturali. Un’azienda può partire dal livello di ingresso e poi, quando cresce, mantenere comunque la struttura originale. L’architettura è unica”. Un portafoglio, quello di NetApp, che non è solamente hardware ma include anche prodotti software per la gestione dello storage (anche di terze parti) che può essere se necessario virtualizzato: “Si parla di temi come business continuity, di ambienti eterogeni con soluzioni di più fornitori. E della possibilità di lavorare anche su informazioni non strutturate, gestendo la ricerca per parole chiave, l’accesso e la crittografia. Parliamo in definitiva di ‘governance’ delle informazioni”.

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