CSO, CISO, security manager… Ma chi gestisce oggi la sicurezza?
- 10 novembre 2006
- Stampa
- Invia a un amico
0
Sono aumentate le figure professionali che si occupano di sicurezza e con esse le complessità
Da quando la sicurezza dei sistemi informativi è diventata un tema di attualità e ha assunto via via negli ultimi anni una rilevanza dettata anche da nuove norme legislative, si è sempre parlato molto genericamente di security manager o anche, in modo più enfatico, di chief security officer (CSO), come del profilo aziendale in cui accentrare tutte le responsabilità di gestione della sicurezza. Ma la storia ha preso una strada diversa da quella dei modelli predefiniti teoricamente e così, per esempio, questa nuova ‘professione’ ha dovuto fare i conti con una realtà che nel corso del tempo, soprattutto in particolari tipologie di aziende, ha assunto molteplici sfaccettature: nuovi temi riconducibili al concetto di sicurezza si sono affiancati a quelli preesistenti, moltiplicando le figure aziendali che interagiscono in questo ambito e facendo emergere nuove problematiche organizzative e di ‘linguaggio’. Tale fenomeno ha investito in modo particolare le banche, ma anche altri settori hanno vissuto esperienze simili, come per esempio le telecomunicazioni, e presto altri potranno essere coinvolte da esperienze analoghe le utility.
Sulla figura, che per semplicità continueremo a chiamare security manager, e sulla sua evoluzione abbiamo intervistato Anthony Cecil Wright, presidente di ANSSAIF (vedere box), e recentemente impegnato in attività di progettazione della business continuity per un’importante banca italiana.














