PMI: a che punto siamo

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Una ricerca del Politecnico di Milano condotta su oltre 1.300 imprese italiane ne analizza investimenti, tecnologie e progetti ICT

Nel corso del convegno PMI: innovare e competere con le ICT sono stati presentati i risultati della ricerca 2006 dell’Osservatorio sulle ICT nelle PMI promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano (sede del convegno) in collaborazione con Alcatel, Autodesk, Banca Intesa, HP, Intel, Microsoft e Vodafone. Condotto su oltre 1.300 PMI italiane (tramite due indagini nonché studi di caso con interviste dirette), lo studio ha voluto analizzare la diffusione delle tecnologie ICT (infrastruttura IT e di comunicazione, sistemi gestionali, sistemi CAD e PLM, applicazioni di eBusiness, applicazioni Mobile&Wireless) e la spesa IT delle PMI e, contemporaneamente, studiare criticamente il processo di adozione di tali sistemi.

In base ai risultati emersi, nelle aree ICT, innovazione di prodotto, innovazione di processo, valorizzazione del marchio e internazionalizzazione il 41% delle PMI italiane pensa di effettuare almeno un investimento nel corso dell’anno. Un dato che ricercatori sottolineano sia fortemente condizionato dalle imprese di dimensioni minori (tra 2 e 9 dipendenti) che rappresentano circa i tre quarti della popolazione complessiva; viceversa il risultato si fa sensibilmente superiore per le realtà con oltre 50 dipendenti, dove oltre il 60% pensa di fare almeno un investimento. In termini di tipologia le spese sono dedicate in primis a progetti ICT (20%), con a seguire progetti di innovazione di processo (11%), progetti di innovazione di prodotto (6%), valorizzazione del brand (5%) e internazionalizzazione (3% imprese). Per quanto riguarda il valore medio degli investimenti l’ICT vede però una quota su fatturato del 5%, un terzo se paragonato a quanto previsto per innovazione di prodotto o di processo.

Passando all’uso delle tecnologie ICT da parte delle PMI operative nel comparto manifatturiero, Stefano Mainetti, curatore della Ricerca insieme ad Andrea Rangone e a Raffaello Balocco, ha commentato che “abbiamo colto una crescente consapevolezza da parte delle imprese, sulle opportunità derivanti dall’utilizzo dei sistemi Voice over IP (VoIP). Già oggi, una PMI del manifatturiero su 5 utilizza sistemi VoIP (il 7% delle PMI utilizza sistemi dedicati, mentre il 14% ricorre ad applicazioni VoIP su PC, quali Skype), mentre il 18% delle PMI ha intenzione di adottare tali sistemi in futuro”. Balocco, dal canto suo aggiunge che “il 24% delle PMI del manifatturiero ricorre a un sistema gestionale ‘evoluto’ (gestionale nazionale, gestionale verticale o ERP) mentre più del 50% delle imprese (soprattutto di dimensioni minori) utilizza un pacchetto elementare, per la gestione dell’amministrazione e della contabilità. I settori più maturi, dal punto di vista dell’utilizzo dei sistemi gestionali, sono il chimico e il metalmeccanico mentre il tessile-abbigliamento e l’alimentare sono più ‘statici’, con una maggiore diffusione di sistemi realizzati ad hoc”. Va inoltre aggiunto che circa una impresa utente di CAD su tre ha adottato sistemi tridimensionali (3D) mentre una quota di poco superiore all’1% sfrutta quelli di Product Lifecycle Management (PLM).

Passando all’eBusiness si parla invece di applicazioni Intranet rivolte ai dipendenti (presenti in 12% delle imprese) ed Extranet rivolte ai clienti (7% ). Il 3,5% delle organizzazioni sfrutta invece servizi offerti da fornitori di servizi B2B a supporto di aste on line. Ultima tematica affrontata nello studio quella del Mobile&Wireless, con applicazioni impiegate attualmente soprattutto dalle realtà più grandi (più del 50% di quelle tra 250 e 500 dipendenti). In generale, il 5% della PMI sfrutta soluzioni per la gestione del magazzino su Wi-fi, il 4% di automazione della forza vendita e il 4% a supporto del cosiddetto Mobile&Wireless office,in gran parte via rete cellulare.

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