Tlc ancora nel tunnel

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Tlc ancora nel tunnel Continuano le difficoltà per gli operatori delle tlc. Il problema, ben noto, è quello della sovracapacità creatasi negli scorsi anni: i carrier hanno realizzato dorsali e reti in fibra ottica per le quali non si è materializzata la domanda prevista. Infatti AT&T ha chiuso il trimestre con vendite ancora a -6%, [...]

Tlc ancora nel tunnel

Continuano le difficoltà per gli operatori delle tlc. Il problema, ben noto, è quello della sovracapacità creatasi negli scorsi anni: i carrier hanno realizzato dorsali e reti in fibra ottica per le quali non si è materializzata la domanda prevista. Infatti AT&T ha chiuso il trimestre con vendite ancora a -6%, ma i profitti sono positivi e aumentati del 19%. Inutile dilungarsi sulle controparti europee, schiacciate (a parte la ‘virtuosa’ Telecom Italia) dalla montagna di debiti accumulata per le licenze per l’UMTS. France Telecom ha riportato ieri i risultati trimestrali annunciando utili in miglioramento e buoni risultati sia da Orange, la controllata nella telefonia mobile, che dall’ISP Wanadoo. La ex WorldCom, ora MCI, alle prese con l’amministrazione controllata, nei primi tre mesi dell’anno ha raggiunto quei 6 miliardi di dollari di fatturato previsti dal piano per chiudere l’anno a 24 miliardi.

I problemi dei grandi carrier si scaricano anche su chi fornisce loro le apparecchiature: Lucent ha riportato il dodicesimo trimestre consecutivo in perdita. Il fatturato è in pesante calo e la società non diffonde più stime sui prossimi trimestri. Gli scarsi investimenti dei carrier sono confermati dal gruppo Siemens, che ha ottenuto un profitto positivo di 568 milioni di euro ma con vendite in calo del 37% nella divisione Information & Communication Networks. Altre unità, come la Information & Communication Mobile e Siemens Business Services, vantano utili positivi.

La situazione è migliore nella telefonia mobile, dove nell’attesa dei risultati del leader mondiale Vodafone arrivano quelli di Verizon, il principale operatore americano, con fatturato invariato. Il leader mondiale dei cellulari Nokia riporta utili in aumento del 13% e un analogo aumento nelle vendite di telefonini, mentre va male la divisione Nokia Networks, che produce apparati per le tlc e subirà 1.800 licenziamenti. Continuano invece i problemi per il gruppo Ericsson, che ha riportato perdite in aumento (da 319,6 a 458 milioni di euro) e taglierà 9.000 posti di lavoro entro la fine dell’anno, più altri cinquemila l’anno prossimo. Alla fine del primo trimestre 2002 l’azienda svedese aveva 107.000 dipendenti, l’obiettivo per l’anno prossimo è fermarsi a 47.000.

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